NETIZEN
Le origini e le ragioni per continuare
 
     
Ho iniziato ad interessarmi più che come utente finale di prodotti multimediali per l'apprendimento delle lingue come costruttore di ipermedia che fossero controprova testata di ciò che di teorico leggevo sull'argomento.
Erano lavori che si orientavano più verso la potenzialità circolare narratologica del mezzo che verso una progetto strutturato in modo lineare e logico come può essere esempio The English Vowelsound (vedi Demo).
Più che le teorie di Calvani mi influenzarono Le Città Invisibili di Calvino.
In me ho sempre sentito forte il bisogno di avvicinarmi allo spirito del testo che prendevo in considerazione componendo un corollario iconografico e significativo riconoscibile e magari condivisibile dal potenziale lettore.
Per me quindi la trasposizione delle Città Invisibili diventava un album fotografico personale e multimediale con luoghi e volti di viaggi e città del mondo, quelle che avevo visitato e avevo avuto la fortuna di fotografare.
L'aggiunta di un tema sonoro per ogni città scelta e la registrazione narrata del passo più significativo del capitolo specifico di Calvino facevano il prodotto multimediale concluso.
Se dovessimo pensare di prendere un testo, sia esso un brano di una canzone, o una sequenza cinematografica ci troveremmo di fronte ad una comunicazione significativa in lingua che potremmo semplicemente licenziare dopo la fruizione in uno dei laboratori scolastici per costruirci intorno una unità didattica calibrata per un target specifico di utenti, in un determinato tempo con tanto di implicazioni linguistiche e grammaticali da sottolineare e da concludere con una serie di verifiche di vario tipo oppure, utilizzando il computer come strumento di editor multimediale e quindi stimolare nel discente una capacità elaborativa oltre che quella interpretativa, fotografare le interazioni interiori, memorie, immagini, concetti ecc., che ognuno di noi ha con il testo scritto rendendole esplicite, fruibili a terzi.
 

  L'attività pedagogica è sia chiamata a confrontarsi con tutta una serie di logiche sequenziali che sono necessarie alla costruzione su centralina di montaggio, linearità temporale, divisione in sequenze, ritmo ecc., sia con l'imprevedidilità circolare del pensiero concettuale, quello che viene attivato quando il montaggio visivo è in opposizione o in accordo con i significati del testo di cui si è artefici e fruitori, montaggio per contrasto o per analogia.
 
  Certo forse tutto questo può sembrare non dover far parte del bagaglio culturale di un semplice docente di lingue ma se è così non sono per lui neanche gli artifici delle metafore gongoriane.
Lo studente e il docente aggiungerei avrebbero un piano diverso su cui affrontare se stessi e confrontarsi reciprocamente, quello della creatività applicata. Una sorta di gara di espressività più alta che abbia un effetto trascinamento, fatta in nome dell'autorealizzazione, di tutte quelle abilità, linguistiche, comunicative, analitiche e di sintesi che si vuole siano raffinate in classe.
L'addestramento fatto con il libro di testo che spesso scimmiotta l'ipertesto senza esserlo con vignette, audiocassette, simulazioni di situazioni comunicative ecc. mi sta stretto per due ragioni, una perché questi testi non meritano quasi mai il prezzo di copertina, secondo perché altri decidono il taglio dei contenuti che si devono utilizzare in classe.
La scuola è fatta di alti e bassi di magri e grossi di belli e brutti ma forse troppo poco ci chiediamo se ci siano maestri qualificati.
Io i miei maestri li ho incontrati tutti durante il mio corso abilitante è ho appreso da loro quanto da nessun altro in campo educativo, cognitivo e pedagogico in poco tempo, un vero concentrato di noia elargita a piene mani che ebbe come conseguenza diretta quella di rafforzarmi nella mia condizione di autarchico nella professione docente.
I lavori che qui sono raccolti e quelli che verranno sono una risposta ai tempi bui della noia arrogante che solo certi docenti sanno far emergere. Se chi legge queste righe condivide con me i concetti generali si senta in pieno diritto di utilizzare il materiale, gli altri, se lo fanno, che non se ne facciano accorgere.
 
 

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