NETIZEN
Il computer multimediale per scaricare la posta elettronica
 
     
Si pensa che l'esperienza sia la chiave di volta migliore per sostenere l'architettura educativa che si elabora in classe. Sarà così, ma è pur vero che è per bocca dei docenti più preparati che conosco l'ammissione di una incapacità a governare con piena soddisfazione il pieno raggiungimento di un livello di maturità adeguato alle aspettative da parte di tutti gli alunni. La denuncia di inadeguatezza e di messa in discussione del proprio ruolo, quando c'è, guarda caso viene fuori tra i docenti più coscienziosi forse perché sono quelli più disposti ad attuare un cambiamento graduale di metodo del proprio operare sia nell'insegnamento specifico tecnico di ciò che si insegna sia, attraverso questo, nell'intervento più propriamente educativo della coscienza, del senso di responsabilità, dello spirito critico che si vorrebbe attivare nello studente e che servirebbero a chiunque per prendere le misure ad un mondo del lavoro fatto di precatietà senza precedenti ed in piena trasformazione. E' quindi vero che la scuola dovrebbe preparare gli studenti a leggere la realtà in cui vivono e dunque, attraverso la comprensione che la lettura del mondo gli consente, assumere pienamente il ruolo di cittadini. Perché questo non accade, o accade di rado, o accade non quanto vorremmo? Credo che sia una battaglia persa quella tra il mondo della lettura sequenziale imposta, la scuola, ed il mondo mediatico delle veline televisive. Quella televisione spazzatura che gente affatto incompetente produce, finanzia, promuove per demolire ciò che la scuola prova a costruire nelle coscienze dei giovani.
 

  Come altrimenti dovremmo chiamare questo gioco al ribasso che ci propinano di continuo tutte le TV indistintamente? Peraltro c'è anche un vantaggio di cui approfittare, tutti, giovani ed adulti in questo mondo dei fatti nostri sembrano comparse in attesa di messa in onda, e a tutti prima o poi capita di dire la sua sul tempo, sulla scuola, sulla pioggia ecc. ma soprattutto i giovani lo fanno con spigliatezza.
 
  Questo elemento non è da sottovalutare ma è anzi un vantaggio. Siamo di fronte a persone che quando va bene sanno dire anche se non sempre sanno ciò che dicono. Questo discorso ci porta lontano ma mi serve per affermare con certezza che la scuola non è attrezzata per svolgere un lavoro di contrasto analitico al mondo circostante, anzi tra le vittime ci sono molti docenti.
Se domani dovessi immaginare un modulo didattico probabilmente non potrò fare a meno di guardare quel piccolo oggetto in salone e sfidarlo con i suoi stessi mezzi in classe.
Chiunque possieda una parabola satellitare oggi ha la possibilità di registrare notiziari, telefilm, film ecc. in lingua e potrebbe editare il materiale che serve alla lezione al modico costo di un CDRom.
In un CDRom possono essere contenute ore di video in versione opportunamente compressa.
Provo a fare un esempio concreto: in questo periodo (05/04) Euronews ha mandato quotidianamente in onda uno Speciale su Cannes con interviste, trailers, giudizi critici sui film in proiezione. Poiché il cinema è un mezzo piuttosto vicino alle abitudini di svago dei giovani, e non solo, è già di per sé un ariete nell'attivazione della loro area degli interessi ed è utile per mettere alla prova oltre che le abilità linguistico/comunicative anche quelle cognitivo/comportamentali. Bene se nell'arco dei 15 giorni registrassimo i trailers in lingua e raccogliessimo una serie di articoli di supporto tratti dai quotidiani in lingua on line avremmo materiale bastante per lavorare mesi. Se sapessimo come tradurre su supporto digitale le mappe concettuali che faranno da supporto alto alle unità didattiche più squisitamente pensate per fornire gli studenti di abilità avremmo un agire didattico che potrebbe anche risultare piacevole per chi ci è di fronte.
Capisco che la Scuola che descrivo possa sembrare fuori dalla misura delle braghe di qualche rispettabile collega ma se ci sono gli strumenti ci vorrà pur un progetto. O costoro pensano che i laboratori servano solo per andare a scaricare la posta elettronica?
Come fruitore cerco di utilizzare spesso i telegiornali, film in lingua per abituare all'ascolto ed alla comprensione gli studenti. Come sfidante del mezzo televisivo in una operazione molto più ambiziosa lavorerei sui messaggi pubblicitari, lavorarerei sulle strutture linguistiche poetiche che li sorreggono e contemporaneamente pianificherei un lavoro da sviluppare in modo corale in classe sul linguaggio specifico del mezzo. Chissà che poi non ci si renda conto di tanta pubblicità spuria e subdola che si affaccia dove meno ce lo aspetteremmo. Ho parlato di linguaggio poetico su cui si sorregge il linguaggio pubblicitario e ciò mi dovrà portare necessariamente a fare i conti con testi poetici più propriamente detti e quindi Elliot o Gongora rientrerebbero dalla porta principale perché assumerebbero un ruolo preciso nell'articolazione del presunto modulo. Non mi dilungo qui sul fatto che la proposta in sé va nella direzione degli interessi di quei ragazzi che sono in classe perché essi sono gli stessi consumatori dei messaggi che si andrebbero a sezionare. Lo stesso scarto di contesto, a casa da telespettatore e in classe da sezionatore priva il mezzo del suo ruolo abituale e ci consente di assumere una certa distanza ragionata dal messaggio. Poi saremo pur sempre liberi di apprezzare le trovate di genio che certi pubblicitari o Elliot o Gongora hanno.
l mio computer è connesso al televisore, al videoregistratore, al lettore DVD, ad internet ed è per questo una sorta di laboratorio del dottor Frankenstein per tutti i testi che volessi elaborare. Poi il mostro come nel film può avere un'anima, chissà.
 
 

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