| Un pianoforte alla Nyman che sembra non riuscire a chiudere il cerchio della sua ispirazione ma che segnala un'urgenza bruciante costi quel che costi mi è saltato all'orecchio in un periodo tutto teso all'ascolto di tutt'altro e mi ha illuminato la scena e mi ha dato ciò che avrei voluto ottenere. Guardare i sassi disseminati non per ripercorrere un cammino ma per fissare gli attimi in cui qualcosa salta agli occhi, all'orecchio e vederci chiaro è la vera essenza della strada a ritroso senza dover necessariamente ritornare per forza in qualche posto. Troppo spesso lasciamo che momenti del genere siano travolti da altri molto più banali. E' la vita. Io indugio.
Nelle mie fantasie concettuali mi accompagno piuttosto ad altri Hansel che non vogliono ritornare né vogliono andare in alcun luogo. Questa narrazione che si chiude su se stessa è la poesia, cantata o recitata che sia.
Ed è come l'occhio del ciclone quando ci sei dentro, tutt'intorno un turbinio, al centro l'immoto. A volte siamo nel vortice, a volte vicini al centro di una storia che non avanza, se non in circolo, e che ci ripropone tensioni di altri che come King non sapevano esattamente dove stavano andando.
In questo senso non c'è alcuna possibilità di un ritorno qualsiasi quanto piuttosto il vincolo sempre più forte ad un presente continuo dove si possa dialogare con se stessi attraverso il filtro di altre esperienze, altri dolori e altre gioie. Non dovremmo vergognarci di vivere sogni altrui aggiungendo a questi qualcosa di nostro se il sogno è dopotutto comune.
Questo sito ha registrato a marzo 818 visitatori diversi, un numero di visite di 1024, sono state visitate 9767 pagine e ha segnato 20201 accessi. |