| Lo studio di Raffaele Simone La terza fase è stato per me nel 2000 una scoperta. Finalmente un testo che in modo chiaro spiegava perché guardare è più facile che leggere e dunque spiegava anche quali implicazioni questo approccio alla lettura del mondo comportasse in ambito didattico-educativo. Il capitolo riguardante il libro vs il video, la lettura vs la visione, dovrebbe essere divulgato tra i docenti di ogni ordine e grado perché dà una chiave di analisi delle trasformazioni in atto oggi nelle società che vivono appunto La Terza Fase .
Il problema che Simone pone in modo ragionato è che l'uomo ha bisogno per un completo sviluppo delle proprie potenzialità di entrambe le intelligenze, quella sequenziale data dalla lettura e quella simultanea data dalla visione. Potremmo dire che l'intelligenza sequenziale è quella analitica che divide in segmenti l'informazione, l'intelligenza simultanea è quella sintetica che ci permette di trattare nello stesso tempo più informazioni senza che sia possibile stabilire tra esse un ordine.
I sistemi di istruzione sono in crisi in tutto il mondo a detta di Francesco Antinucci (vedi Telèma , n. 24, Primavera 2001) perché non si è stati ancora capaci di trovare una misura per le nuove generazioni dei videogiochi. Io piuttosto che prendere posizioni pro o contro il videogioco come panacea autoformativa o nemico dell'apprendimento valuterei quanto questo attivi l'intelligenza sequenziale o quanto la inibisca. In altri termini se il libro, ancor prima che oggetto di valore letterario, è palestra di quella intelligenza sequenziale di cui la tecnologia è espressione più alta, oggi non regge più il confronto con il videogioco, e cioè con tutto ciò che questa parola grossolanamente porta con sé, è compito dei sistemi di istruzione organizzare una strategia adeguata per la salvaguardia di questa intelligenza anche attingendo dal mondo dei videogiochi se questi servono la causa. |