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L'uomo con la macchina da presa è un famoso film di Vertov degli albori del cinema ed è un film esemplare perché il suo regista ha contribuito a dare al cinema quel linguaggio codificato di cui aveva bisogno.
Per il progetto di una Unità Didattica ci viene richiesto di essere capaci di valutare i prerequisiti del gruppo discente su cui operare.
Ancor prima della valutazione dei prerequisiti immagino sia importante chiedersi quanto capaci siamo di valutare i bisogni dell'utenza.
Se pensiamo ad un'utenza primitiva da tenere in stato di cattività intellettuale o se pensiamo ad un'utenza potenzialmente capace di comprendere il messaggio della novità.
Di cosa hanno bisogno i giovani e quale linguaggio utilizzare con essi per attivare un modello comunicativo per loro riconoscibile ma che sia anche una sfida educativa ?
Si può fare come la mia cara vecchia professoressa di greco che usò i numeri negativi nella valutazione del primo tema di greco in IV Ginnasio, molto pittoresco ma niente più.
Il docente mette al servizio dell'utenza ciò che sa ed è responsabile del modo in cui traduce il suo sapere.
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Ancora di recente ho visto un personaggio operare in questo modo, stesso sprezzante atteggiamento nei confronti dell'utenza con in più l'ausilio di una lavagna luminosa per spiegare il suo pensiero. Costui amava specchiarsi nel proprio ego grafologico proiettando la propria pessima grafia su lucidi scritti fitti fitti come se si trattasse della lettera all'amata.
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Io ho una pessima grafia e in più scrivo come mi sento, non mi capisco sempre e capisco allora ancor meno quello che scrivo, va da sé che per me la lavagna è un tabù, piuttosto preparo e stampo lucidi per la lavagna luminosa, sarei un vero cretino se scrivessi di mio pugno un lucido con la mia incomprensibile grafia.
Il fatto di usare la lavagna luminosa non è di per sé la bacchetta magica utile per chiarire le forme di pensiero che sono comunque alla base di una bella o brutta grafia, è solo un proiettore luminoso. Malgrado tutto condivido il metodo, cioè il tentativo di spiegarsi meglio attraverso una propria personale produzione, dico solo che varrebbe la pena affinare il prodotto ed intuire che la audience non è sempre costituita da persone insensibili. Condivido il metodo perché chi si ritiene capace di farsi comprendere attraverso uno o più media, sia esso anche un lucido, aspira al dono della trasfusione della capacità cognitiva più alta ai propri discenti e proprio per questo non può non finire miseramente nel ludibrio generale se non rispetta ciò che promette. Mi sono un po' preso gioco del personaggio in questione perché vorrei in maniera più articolata dar conto delle mie ragioni.
Ho detto che condivido il metodo ma non il risultato di un agire siffatto. Se scrivere sui lucidi di proprio pugno e leggersi addosso è un modo di farsi capire, è il modo peggiore. Ci siamo sul metodo ma non sul risultato, perché? Perché la proposta di quel personaggio era deludente in termini di qualità, di leggibilità, non raggiungeva i prerequisiti base di accettabilità da parte della audience. Aveva, lui, fallito nello scanning psicologico del gruppo a lui destinato.
Probabilmente con la sicurezza dell'impunità non ha pensato che lui sarebbe stato il mio caso esemplare. L'uomo della lavagna luminosa.
Magari il soggetto in questione produce anche danno allo strumento perché se c'è qualcuno che non ha mai utilizzato una lavagna luminosa se ne guarda bene dal farlo visto cotanto esempio.
Ho scritto non tanto per rivangare alcune pessime esperienze discenti ma per affermare che anche i pessimi esempi possono essere appunto esemplari. I numeri negativi sui temi si commentano da sé, significavano io ti spezzo ancor prima che tu ti sia reso conto del posto che hai scelto come scuola . Apprezzabile la chiarezza del messaggio almeno. Il caso della didattica dell'uomo con la lavagna luminosa è più pericoloso e subdolo perché all'arroganza dirigistica si accompagnava lo strumento tecnologico di agevolatore della comprensione quasi a dire io ti spezzo comunque ma se non capisci è colpa della lavagna . Non parlo dei contenuti poi, quando sono esteticamente repulsivi i media utilizzati non si pone proprio la questione contenuti.
A me, dello strumento, qualsiasi esso sia, preme sapere come posso utilizzarlo al meglio per il mio lavoro.
Per ciò che riguarda i contenuti dello specifico che insegno, ho progettato il sito sulla lettura e sulla grammatica spagnola per dimostrare che l'uso dello specifico strumento tecnologico può essere funzionale all'apprendimento. La lavagna luminosa serve a tempo debito e con funzioni specifiche, il tutto assume anche una parvenza di professionalità che ha effetto in termini di novità sui discenti.
Se gli studenti a casa affrontassero la lettura specifica assegnata e le regole ad essa collegate ed io avessi la necessità di puntualizzare qualcosa in classe e non in laboratorio, mi fornirei di lucidi stampati in corpo 24 dei passi del brano studiato e per tramite della lavagna luminosa cercherei di rendere più digeribile materia di per sé indigesta come la grammatica.
La combinazione di più strumenti e l'investimento in termini di energia che il docente mette nel suo lavoro sono comunicazioni silenziose tra lui e l'utenza. I ragazzi certe cose le capiscono.
Tutto questo per dire che si possono trarre spunti di riflessione costruttivi anche dagli spettacoli più avvilenti, l'importante è mantenere le distanze dall'oggetto o dal soggetto analizzato. |
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