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Comunicare significa render comune, far sì che qualcosa, nel nostro caso un testo, passi da un individuo a un altro; far sì che due individui, un destinatore e un destinatario, condividano la stessa cosa. Nella comunicazione dunque è insita l'idea di passaggio di mano e insieme di una convergenza: comunicare in fondo è scambiare, e cioè un gesto in cui si realizzano sia un trasferimento che una partecipazione, sia una trasmissione che un'interazione. (Casetti, di Chio, Analisi del Film. ed. Bompiani, 1990, pag. 214)
Il testo non si confonde né con questa trasmissione né con questa interazione. In realtà il testo, il bene trasmesso o la posta dell'interazione , è anche il luogo che delinea e condiziona la comunicazione stessa.
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Quando, anni fa, si è iniziato a discutere sul testo didattico e la maniera di introdurlo in un contesto tecnologico e di conseguenza anche sul ruolo docente, l'idea tradizionale di lezione frontale modello unico monodirezionale di trasmissione docente/discente è andata in crisi. Il docente non è il polo della conoscenza assoluta. |
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Non è il contenitore di tutti i contenuti. Dovrà forse acquisire il ruolo di mediatore tra trasferimento e partecipazione dei discenti ai contenuti . Ognuno di noi mette in scena sé stesso in un ambiente comunicativo ma il docente deve farlo di più e meglio perché in ultima ratio è lui il testo che delinea e condiziona la comunicazione.
Adeguarsi allo scarto di ruolo per i più non è faccenda semplice. Ci sono alcuni, che stimo e rispetto, i quali non possono smettere il proprio abito repentinamente dopo trenta e passa anni di onorato servizio.
Ce ne sono altri, che stimo meno, molto più giovani, che magari hanno il salario e il ruolo garantito da troppo poco tempo per permettere che una nuova prospettiva didattica possa minimamente minare ciò che hanno agognato così a lungo, essere il centro del mondo, del loro piccolo mondo, e per tutta risposta si bastano così tanto da amplificare il proprio monte orario, ai limiti della decenza.
Voglio sperare che con l'istituzione della Scuola di Specializzazione si dedichi più tempo alle dinamiche professionali che fanno di un semplice laureato in una disciplina un docente qualificato.
Non foss'altro per evitare che chi si sia dato come docente formatore, preso dalla foga e dall'agitazione di essere anche testo per i suoi stessi colleghi/discenti, non finisca per essere cestinato come è accaduto al mio. |
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Netizen |
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